QUESTIONE JEFFREY SACHS E RFK JR.

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Con la nomina di Robert F.Kennedy Jr. qui ritratto anni addietro insieme al Prof. Luc Montagnier, di cui ammirava la geniale competenza, a Segretario del Dipartimento alla Salute degli Sati Uniti, vengono meno le certezze pseudoscientifiche sulla base delle quali alcuni Stati Europei hanno violato il diritto alla Integrità del proprio corpo e il diritto alla Salute della propria popolazione, con la costrizione al “vaccino mRNA” che ha arricchito multinazionali farmaceutiche come Pfizer e Moderna;  o al vaccino a vettore virale, come Astra Zeneca, rivelatosi dannoso, come infine riconosciuto e ritirato dal mercato.

E tutto ciò in nome di una pretesa prevenzione individuale e un preteso contenimento dell’epidemia CoViD-19.

Alcuni leader politici, come la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, o il Presidente del Consiglio Italiano, Mario Draghi, hanno preteso la distribuzione dei vaccini da loro acquistati con procedure dubbie o distribuiti gratuitamente a spese dello Stato, come, rispettivamente:

i)               nel caso della politica tedesca, in conflitto di interessi per i rapporti economici del marito con la Pfizer, la quale ha posto il segreto di Stato su dette procedure ed ha preteso la distruzione dei messaggi inerenti i suoi accordi commerciali per conto della UE con la stessa multinazionale; ovvero,

ii)              nel caso del banchiere italiano, che si è inventato una supposta capacità dei vaccini medesimi di impedire la trasmissione del contagio, il quale ha esercitato perciò la sua influenza sull’intero Paese, minacciandolo con la famosa frase “non ti vaccini ti ammali, muori, oppure fai morire”, facendo leva sul ruolo di Capo del Governo.

Non solo, il banchiere-politico, per raggiungere i suoi fini sfruttava il suo doppio cappello: il suo primo cappello di banchiere magari, solo ideologicamente, interessato al successo dei titoli bancari di banche prevalentemente USA, che tanto avevano investito nella produzione dei “vaccini mRNA anti Covid”; e il suo secondo cappello di politico, con il potere di trasformare quegli investimenti in successo, costringendo un Paese di 60 milioni di persone, come l’Italia, a consumare quei vaccini, gratuitamente, a carico dello Stato;

La cosa che tuttavia angustiava di più il Professor Montagnier, che vediamo nel ritratto fotografico insieme al neo Segretario USA alla salute, RFK Jr., era il carattere sperimentale dei vaccini, che venivano anche acquistati dalla UE e inoculati, off-label, da diversi Governi; e sugli esiti dei quali non si faceva sorveglianza attiva, anzi nel Sud Italia, neanche una decente sorveglianza passiva, per non tener conto del fatto che, dalla analisi del codice genetico del SARS-2, patogeno del CoViD-19, risultava con alta probabilità trattarsi di un virus contaminato geneticamente in laboratorio, con inserimenti di geni AIDS nella proteina spike di membrana, la proteina che interagendo con la furina e con il recettore ACE II, determinava l’infezione nell’uomo.

Angustiava il grande scienziato, Premio Nobel per la Medicina e Fisiologia 2008 e che ancora nel 2019 era stato insignito della Medaglia d’oro del Premio Prigogine da parte delle Università di Siena e del Wessex – nonostante microbiologi, proprio in concomitanza dell’avvento della pandemia, cercassero di infamarlo e perciò subissero una condanna per diffamazione – il fatto che il vettore mRNA potesse moltiplicare la proteina spike virale, in modo impredicibile come poi avvenuto in diversi casi sfortunati che sono andati incontro a diversi eventi avversi dopo la vaccinazione, soprattutto a carico del sistema cardiovascolare.

Angustiava ancora il prof. Montagnier che la produzione di RNA virale nel corpo dei vaccinati avrebbe, di fatto, portato a un nuovo di tipo di umani con un diverso sistema immunitario.

 Nella conferenza stampa da lui tenuta alle Cascine a Firenze il 12 agosto 2021

(https://www.attoprimo.org/conferenza-stampa-luc-montagnier-firenze-12-agosto-2021/), rispondendo a una domanda di una giornalista che gli chiedeva quale fosse il suo auspicio per il superamento della pandemia, egli rispondeva serafico: che si scopra e produca un vaccino. E ricordava come i vaccini siano farmaci che contengono l’intero corpo virale, attenuato o inattivato, non soltanto una proteina della capside; e che senza un tale vaccino era improbabile che si potesse evitare il contagio, come poi non si è evitato e tra i vaccinati riscontrato, in diversi lavori scientifici peer reviewed a proposito dei “vaccini mRNA” anti CoViD.

Un’altra giornalista in quella occasione gli chiese se egli conoscesse Fauci, l’allora stratega della guerra dell’Occidente contro il SARS-2, grazie al posto che ricopriva alla direzione degli U.S. N.I.H.. Ed egli rispose: “ho incontrato il dott. Fauci ai tempi in cui tutto il mondo era impegnato nella caccia all’agente patogeno dell’AIDS, nei primi anni ’80: aveva ricevuto un ingente finanziamento per la sua ricerca, peccato che non sia stato lui a scoprire l’HIV”.

 

La modestia (e delicata ironia) del genio nei confronti del brocco, impegnato 40 anni prima nella stessa gara per salvare il mondo dall’AIDS. Egli, con mezzi più modesti, vincitore del podio (protervamente conteso dagli Stati Uniti, il cui presidente Reagan andava in Francia da Mitterand per indurlo a spartire i proventi dell’invenzione, nonostante si appurasse in seguito che il campione americano, Gallo, avesse spacciato per propri i reperti sperimentali di Montagnier e della sua collaboratrice Sinoussi). E il brocco, neanche qualificato nell’epica gara.

Eppure gli Stati Uniti e la vassalla Europa hanno imposto contro la pandemia da Covid-19 la strategia del brocco, che prevedeva i soli vaccini statunitensi (ce n’era, tra i molti, uno russo, più di uno cinese, e soprattutto uno cubano che non aveva avuto controindicazioni, ma quelli erano vietati, perché non approvati da CDC né da EMA) per il fatto che noi Europei avevamo già firmato i contratti di acquisto, per la firma di Ursula von der Leyen, alla faccia della libera concorrenza.

Ma la colpa maggiore di Luc Montagnier, quello per cui lo definivano impunemente rimbambito, nonostante l’ultimo premio internazionale, ut supra, l’avesse ricevuto proprio l’anno della pandemia, era l’affermazione che SARS-2 fosse un OGM prodotto in laboratorio; nè l’ostilità scemò quando vennero le prime conferme e nel 2022 fu affermato anche dalla Commissione incaricata dall’OMS che, nonostante fosse preferita l’ipotesi del salto di specie (prima dalla scimmia, poi quando accertatane l’insostenibilità, dal pangolino e dal pipistrello, senza che mai si esibisse l’ospite della infezione) anche l’ipotesi artificiale di una infezione sfuggita da un laboratorio rivestiva alta probabilità.

Finché nel 2022, un professore della Columbia University di New York, Neil L. Harrison e il collega Jeffrey D. Sachs, anche lui Premio Nobel, sebbene per l’Economia, scrissero un articolo scientifico pubblicato sugli atti dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti (PNAS),  nel quale non solo dichiararono altamente probabile l’ipotesi della genesi artificiale del SARS-2, ma indicarono anche il laboratorio da cui il SARS-2 si è o era stato diffuso nel mondo, prima a Wuhan, poi negli altri Paesi, e chi aveva finanziato gli esperimenti in quel laboratorio, puntando il dito su alcune fondazioni USA e sulla direzione scientifica, fino al 2019, francese (https://www.pnas.org/doi/epub/10.1073/pnas.2215826119).

Un ulteriore indizio della natura artificiale – e questa volta non accidentale – del SARS-2 è venuta recentemente dalla scoperta, grazie a microbiologi-reporter, che Moderna aveva brevettato un virus (negli USA è possibile) che presentava sequenze geniche rinvenute nel SARS-2  (https://www.dailymail.co.uk/news/article-10542309/Fresh-lab-leak-fears-study-finds-genetic-code-Covids-spike-protein-linked-Moderna-patent.html).

A questo punto gli indizi sono troppi. Il movente economico è evidente, se si guarda alle entrate per centinaia di miliardi di dollari delle fattorie dell’mRNA del SARS-2 ed anche la modalità dell’esecuzione del piano della contaminazione virale del SARS, perciò divenuto SARS-2, è venuta allo scoperto.

Solo gli autori dell’epidemia, involontari o involontari, non sono stati ancora incriminati, da parte della CPI (Corte Penale Internazionale con sede a Liegi); né gli altri eventuali reati minori, come il peculato, sono stati persegui dalla Magistratura Inquirente di Bruxelles. Solo vengono condannati, in Italia, medici e infermieri colpevoli di non essersi vaccinati o di aver cercato di salvare altri, sani, da una vaccinazione inutile e pericolosa.

Siena, 26.02.25

Tiziana Vigni

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